Acconciatura e forma del viso sui capelli crespi: smetti di cercare la tua casella

Femme aux cheveux crépus, coiffure afro mettant en valeur la forme du visage

Davanti allo specchio, capelli legati, cerchi di capire a quale casella appartieni: tondo, quadrato, a cuore. La maggior parte delle griglie si legge come un inventario di ciò che sporge. Esiste un altro modo di guardare.

Il visagismo fa parte della formazione dei parrucchieri in Francia. Non consiste nel correggere un viso, ma nel capire come un’acconciatura sposta lo sguardo, e nel proporre a partire da lì. Le pagine che seguono danno i riferimenti sulle proporzioni, ciò che ogni scelta produce visivamente, e l’unica regola tecnica che invece non si discute. Un’acconciatura però regge solo su una fibra preparata: il nostro tutorial passo dopo passo descrive le sei tappe del Rituel Texture®.

Il visagismo fa parte della nostra formazione. Si osservano la silhouette, il portamento della testa, lo sguardo, il modo in cui una donna sta in piedi. Poi si propone un’acconciatura in base alla donna che ha voglia di essere quel giorno. Non è una tabella di corrispondenze, è una conversazione.

Ghana Elin, fondatrice
3larghezze da confrontare: fronte, zigomi, mascella
0acconciature vietate, qualunque sia la forma del viso
1regola tecnica: nessuna tensione alla radice

Cosa guarda un parrucchiere

Donna dai capelli crespi acconciati in bantu knots
Un parrucchiere guarda la silhouette intera prima di guardare un viso: l’altezza del collo, le spalle, il portamento della testa.

Un parrucchiere formato al visagismo non comincia dal viso. Guarda la silhouette intera, l’altezza del collo, la linea delle spalle, il modo in cui stai seduta in poltrona. Ascolta anche come parli dei tuoi capelli, cosa indossi, cosa hai già provato e abbandonato.

Ciò che cerca non è una corrispondenza tra una forma e un elenco di acconciature. Cerca ciò che hai voglia di mostrare. Due donne dalle proporzioni identiche usciranno raramente con la stessa acconciatura, ed è giusto così: ciò che le distingue non è geometrico.

I riferimenti di proporzione esistono, servono, ed è di loro che parla questo articolo. Ma vengono in secondo piano. Spiegano perché un’acconciatura produce un certo effetto, non decidono al posto tuo.

Proporzioni, non difetti

Le parole usate nelle guide alle acconciature sono descrizioni geometriche, non giudizi. « Viso tondo » significa che le tre larghezze del viso sono vicine tra loro. « Viso quadrato » significa che la mascella è ben disegnata. « Viso triangolare » significa che la fronte è più larga della parte bassa del viso. Niente di tutto questo è un problema da risolvere.

La maggior parte delle griglie in circolazione si basa però su un’idea implicita: bisognerebbe tendere all’ovale, e ogni acconciatura che se ne allontana sarebbe un errore. È una convenzione estetica ereditata, non una regola. Una mascella marcata è un tratto, come uno sguardo o un’andatura, e molte donne scelgono proprio acconciature che la mettono in risalto.

La domanda giusta non è quindi « cosa mi sta bene » ma « cosa mette in evidenza questa acconciatura ». La risposta è tecnica e si verifica allo specchio. Cosa farne resta del tutto aperto.

Tre riferimenti di proporzione

Lega i capelli, mettiti davanti a uno specchio e confronta tre larghezze: la fronte, gli zigomi, la mascella. Quella che domina dà il riferimento di partenza. Tre casi ricorrono spesso, e la maggior parte dei visi si colloca tra due di essi.

Larghezze simili

Fronte, zigomi e mascella misurano più o meno lo stesso, e i contorni sono piuttosto morbidi. È la configurazione più accogliente: sta bene con quasi tutto. Il volume collocato in alto, sulla sommità del capo, allunga visivamente l’insieme. Il volume sui lati, invece, allarga. Nessuno dei due è migliore, sono due effetti diversi.

Una mascella ben disegnata

La parte bassa del viso è larga quanto la fronte, con angoli marcati. Le acconciature in movimento, capelli sciolti, twist-out, ricci definiti, ammorbidiscono il contorno spezzando la verticalità delle linee. Le acconciature molto tirate fanno l’opposto: scoprono la mascella e la affermano. Alcune donne cercano esattamente questo.

Una fronte più larga della mascella

La parte alta del viso domina e il mento si assottiglia verso il basso. Qualsiasi volume o lunghezza collocati all’altezza della mascella riequilibrano l’insieme: trecce lunghe, twist, un’acconciatura afro portata bassa e larga. Al contrario, un’altezza importante sulla sommità accentua la differenza, e può essere una scelta consapevole.

Volume, altezza, lunghezza

Donna dai capelli crespi con un’acconciatura afro voluminosa
Lo stesso volume, raccolto in alto o lasciato in basso, non produce lo stesso effetto: è l’unico insegnamento utile delle griglie.

Tre leve bastano a spiegare quasi tutti gli effetti descritti sopra, e si combinano liberamente.

Il volume è la leva più potente. Dove lo collochi decide cosa segue l’occhio. Portato in alto, con uno chignon alto, un high puff o un’acconciatura afro lavorata in altezza, allunga. Lasciato sui lati o all’altezza delle orecchie, allarga. Distribuito sulle lunghezze, con un twist-out o un braid-out, incornicia senza tagliare.

L’altezza agisce sul portamento della testa quanto sul viso. Uno chignon alto raddrizza tutta la silhouette, uno chignon basso scopre la nuca e ammorbidisce l’insieme. I bantu knots, nati presso i popoli bantu dell’Africa australe e centrale, giocano su entrambi allo stesso tempo, con un rilievo che nient’altro dà.

La lunghezza, infine, è la leva più flessibile, perché si ottiene senza tagliare. Trecce, cornrows, twist, con o senza extension, cambiano radicalmente le proporzioni apparenti in una sola seduta. È anche la leva che richiede più attenzione, per un motivo che non ha nulla a che vedere con l’estetica.

La regola che non si negozia

Tutto ciò che precede è questione di gusto. Un solo punto non lo è: la tensione alla radice. Nessuna acconciatura, per quanto riuscita, giustifica di tirare i capelli del contorno.

La tensione si giudica il giorno stesso. Una posa corretta può dare una sensazione di testa tirata per un’ora o due, il tempo che la pelle si assesti, ma non provoca né dolore acuto, né formicolio alle tempie, né brufoletti alla base delle trecce. Se compare uno di questi segnali, fatti rifare i contorni il giorno stesso. Se il fastidio è ancora lì al risveglio il giorno dopo, non sono i tuoi capelli ad abituarsi, è la tua pelle che cede.

Quanto alla durata, nessun numero di settimane vale per tutte. Ciò che decide è la tensione all’inizio, ciò che dice il giorno dopo, e lo stato della ricrescita: appena le trecce o le extension non seguono più la direzione del capello che cresce, la trazione cambia punto d’appoggio e la rimozione danneggia più del tenerle.

Ciò che danneggia, qualunque sia l’acconciatura

  • Stringere trecce, chignon o code di cavallo alla radice, in particolare sulla linea frontale.
  • Tenere una posa anche quando la ricrescita la fa tirare sulle radici nuove.
  • Lavorare con il pettine una fibra nuda, senza maschera né crema ad avvolgerla.
  • Dormire senza protezione su un’acconciatura definita.

Se la linea frontale si dirada, se i capelli delle tempie si fanno radi o tardano a ricrescere, bisogna consultare un dermatologo. La tensione ripetuta su questa zona è il meccanismo riconosciuto dell’alopecia da trazione, documentata nelle donne e nelle ragazze che portano regolarmente trecce, cornrows ed extension cucite (Khumalo et al., Journal of the American Academy of Dermatology, 2008). Presa in tempo, resta reversibile.

Far durare l’acconciatura scelta

Un’acconciatura non si giudica all’uscita dal salone ma al terzo giorno. Ciò che fa la differenza avviene prima dell’acconciatura: una fibra morbida si lavora, resta dove la si mette e mantiene la forma. Una fibra secca resiste, si spezza alla districatura e rende sfocata, in due ore, un’acconciatura che era netta.

La preparazione sta nel Rituel Texture®, ogni sette-dieci giorni: la districatura ciadiana sui capelli asciutti, la Detox Idratante, i dieci minuti di posa de Le Masque Réparateur, poi Le Peigne de Man Dol’ sui capelli avvolti dalla maschera. La Crème Coiffante interviene dopo, prima dell’asciugatura e poi al momento dell’acconciatura, ed è lei a dare la tenuta.

La notte fa il resto. Sei trecce avvolte su sé stesse, mai strette alla radice, sotto un foulard di seta e su una federa di seta, conservano la definizione da un giorno all’altro. Le nostre acconciature per la notte spiegano il gesto, e il nostro articolo sui metodi di styling riprende una per una le tecniche di definizione.

Domande frequenti

Come capire qual è la forma del mio viso?
Lega i capelli, mettiti davanti a uno specchio e confronta tre larghezze: la fronte, gli zigomi e la mascella. Quella che domina dà il riferimento. La maggior parte dei visi si colloca tra due casi, ed è irrilevante: il riferimento serve a capire un effetto, non a classificare.
Ci sono acconciature da evitare in base alla forma del viso?
No. Un’acconciatura produce un effetto, non è mai vietata. Uno chignon molto tirato afferma una mascella invece di ammorbidirla, un volume laterale allarga invece di allungare: sono risultati, non errori. L’unica cosa da evitare è tecnica: la tensione alla radice.
Un’acconciatura afro sta bene a tutti i visi?
Sì, e il volume si modula. Lavorato in altezza, allunga la silhouette del viso. Lasciato largo e portato basso, equilibra una fronte dominante. È la stessa acconciatura, con due effetti diversi a seconda di dove si colloca il volume.
Le extension rovinano i capelli?
Non di per sé. A decidere sono la tensione al momento della posa e lo stato del cuoio capelluto. Una posa morbida, rimossa appena la ricrescita la fa tirare, non crea problemi. Una posa stretta ne crea fin dal primo giorno.
Quanto dura un twist-out?
Da due a tre giorni con una protezione notturna, di più se la fibra è stata preparata con Le Masque Réparateur. Senza foulard di seta, la definizione sparisce al primo risveglio.

Il visagismo si lavora faccia a faccia

I nostri saloni partner sono stati scelti per la loro padronanza delle texture crespe e ricce, e formati al Rituel Texture®. Lì si guardano il tuo stile, il portamento della testa e la tua quotidianità prima di parlare di acconciatura.

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Per saperne di più

Fonti

  • Khumalo N. P. et al., « Determinants of marginal traction alopecia in African girls and women », Journal of the American Academy of Dermatology, 2008.